Curiosità su Catania
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Liotru: il simbolo di Catania avvolto nella leggenda

Un viaggio alla scoperta delle curiosità sulla città di Catania non può certamente non fare tappa sul suo simbolo: “il Liotru”, l’elefante legato alla città sin dai tempi antichi. Leggenda vuole infatti che proprio il pachiderma avrebbe cacciato degli animali feroci durante la fondazione della città.

Forse vi stupirà sapere, però, che il Liotru è stato eletto simbolo di Catania solo nel 1239, prima di allora era l’effige di San Giorgio a rappresentare la cittadina etnea.

Sempre al mondo leggendario è legata la storia del suo nome. Il termine Liotru deriverebbe dalla storpiatura del nome Eliodoro, un nobile catanese che, secondo leggende popolari, avrebbe tentato senza successo di diventare vescovo della diocesi, inimicandosi il vescovo Leone II, il Taumaturgo. Fu lui, sempre secondo leggenda, lo scultore dell’elefante che, addirittura, si dice fosse solito cavalcare.

Avvolta in parte nel mistero è anche la storia del monumento dell’Elefante, sito in piazza Duomo, divenuto oggi simbolo iconografico per antonomasia della città. Monumento di cui ogni segmento è intriso di significato.

Iniziamo col raccontarvi ciò che è certo. L’opera è stata realizzata da Giovanni Battista Vaccarini dopo il terremoto che distrusse Catania l’11 gennaio 1963. Un piedistallo di marmo bianco al centro di una vasca è la base del monumento in cui, due sculture, riproducono i due fiumi di Catania, il Simeto e l’Amenano. La famosa statua dell’elefante, rivolto con la proboscide verso la cattedrale di Sant’Agata, sormonta il monumento. Ai lati di quest’ultima, su un rivestimento marmoreo, sono incisi gli stemmi di Sant’Agata.

È proprio la statua dell’elefante ad essere avvolta nel mistero. Vari studiosi, nei secoli, hanno cercato di dare risposta al quesito riguardante la sua costruzione. La versione più accreditata è oggi quella del geografo Idrisi, che vide la statua durante un suo viaggio in Sicilia nel XII secolo e ne collocò la realizzazione al periodo di dominazione cartaginese. Secondo quanto riportato da Idrisi l’elefante era considerato dai catanesi una statua magica, che proteggeva la città dalla potenza delle eruzioni.

Ultimo elemento caratterizzante del monumento è l’obelisco, posto sulla schiena dell’elefante, che fu probabilmente portato da Syene a Catania durante le crociate. Decorato da figure di stile egizio che, tuttavia, non trasmettono un messaggio di senso compiuto, sulla sua sommità sono stati montati un globo circondato da una foglia di palma che rappresenta il martirio e un ramo di gigli a rappresentare la purezza. In una tavoletta metallica posta più in alto troviamo una croce e l’iscrizione “MSSHDPL”: Mente sana e sincera, per l’onore di Dio e per la liberazione della sua patria” dedicata alla Santa Patrona della città, Agata.

 

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  • Tra le testimonianze del periodo antico vi sono l’Anfiteatro e il Teatro Romano, i resti del foro e di alcune necropoli, l’Odeon e le Terme Achilliane, dell’Indirizzo e della Rotonda; risale probabilmente all’eta  romana anche il simbolo della citta , “u liotru” il pachiderma in pietra lavica della settecentesca Fontana dell’Elefante, situata al centro di Piazza del Duomo.

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